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The Soul Podcast in Italy!

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1. Combine (Nomak)

2. The dreamer (Jose' James)

3. Parkdale (Elizabeth Shepherd)

3. Esperanza (Esperanza Spalding)

16 Giugno 2008


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1. Jazz Legends - The Soho Collections

2. Dj Alibi - One day (2007)

LE JAMZ, I BACK IN THE DAYS DI GIUGNO


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:) The Funny Show e' un podcast post moderno prodotto da Funny dal Novembre del 2005.


DJ Esperienza

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Camilla - 0337

1996.


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Episode 93 - 26/05/2008

Sotto Blu e Ta'raach, i C.R.A.C "ospitati" con il pezzo "respect".

Dall'inizio alla fine... Blazin' The Official Soul podcast in Italy! Qui su funnypodcast.mevio.com!

01 - Souldiggers - it's funny
02 - la big daddys - sure look good to me
03 - ppt - work it out
04 - elliotluv - lovin da life
05 - Costa - In Ogni Caso
06 - Moleman, Panik, Longshot - sacrifice instrumental
07 - michael lynche - aint no sunshine
08 - C.R.A.C. - Respect
09 - kou chou ching - a tribute to labor exchange
10 - Fara&Kaf - No money Mò problems (feat. Fanciulli Pimpeggianti)
11 - Jahah - Get On The Floor
12 - e3 - callin' you
13 - soul basement - l.o.v.e.

Alcune delle strumentali ascoltate nei miei interventi sono estratte da: CALLIN'4DONUTS in FREE DOWNLOAD nel myspace di Faraone4!
Poi ho utlizzato, per gentile concessione di Thoro, la sua strumentale "love is so high". Per il jingle "sei mia", Nico Royale.

Buon ascolto! Passate qui per scaricare le puntate, cliccando sul numero dell'episodio che volete. Se invece preferite abbonarvi allo show su itunes, passate qui!


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Nefew - What U Talk About


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Episode 92 - 19/05/2008

.... Ed ecco a voi, la puntata vintage! Si vede anche dalla copertina sotto, no?

Dall'inizio alla fine... Blazin' The Official Soul podcast in Italy! Qui su funnypodcast.podshow.com!

01 - Clair - Every Day I Walk Over I Walk on
02 - Nicole Willis and the Soul Investigation - If This aint Love Dont Know What Is
03 - Charles Bradley - now that I'm gone
04 - Moleman, Panik, Longshot - never leave instrumental
05 - the brand new heavies - i don't know why i love you
06 - Honeycut - shadows
07 - Little Brother - wherever you say
08 - Mister Sayre - Stargazing Lone Gunman
09 - Tommy Guerrero - war no more
10 - Melou - Step up right welcome to the show
11 - Kooii - we get around
12 - Irvin Mayfield and Ellis Marsalis - yesterday (Beatles cover)

Alcune delle strumentali ascoltate nei miei interventi sono estratte da: CALLIN'4DONUTS in FREE DOWNLOAD nel myspace di Faraone4!
Poi ho utlizzato, per gentile concessione di Shada San, la sua strumentale "Bello o cosa".

Buon ascolto! Passate qui per scaricare le puntate, cliccando sul numero dell'episodio che volete. Se invece preferite abbonarvi allo show su itunes, passate qui!


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Heroes Company

Roberto Baggio si attiva per la Heroes Company atta all'aiuto per le popolazioni asiatiche. Di recente e' stato pubblicato un libro fotografico di Renato Corsini "Sui sentieri di Buddha". Roby ha scritto anche la prefazione, pubblicata anche sul suo blog che replico anche sul mio:

Si dice spesso che per essere riconosciuti bisogna apparire, mostrarsi, farsi vedere. Le immagini che ritroviamo ogni sera davanti alla televisione esistono nel momento stesso in cui sono proiettate, poi non sono più: immutabili ma effimere, fisse ma sfuggenti. Le immagini di questo bellissimo libro di Renato Corsini non appartengono alla categoria di cui sopra. Le foto di Renato sono straordinariamente semplici, profonde come solo i grandi fotografi riescono a trovare. Un foglio di carta, bene utilizzato come è nelle pagine che seguono, può davvero offrire percorsi profondi, forse aiutarci e accompagnarci anche nella vita di ogni giorno.

La semplicità della posa forse non “terrà” la prima pagina di un giornale o l’apertura di un TG, ma è vera, e per questo straordinariamente bella. Un grande pensatore italiano, Francesco De Sanctis, scriveva: “La semplicità è compagna della verità, come la modestia lo è del sapere.”

Nei mesi scorsi, abbiamo visitato assieme il Laos. Quel popolo, pur vivendo difficoltà contingenti, possiede una grande dignità, ed è bello riconoscerla in quei sorrisi sempre presente sui loro volti. Volti sorridenti e gioiosi, seri e meditativi, comunque sereni. E questo ci ha ricordato che quello che abbiamo dentro spesso vale molto di più di quello che ci circonda. La forza di quelle persone risiede dentro di loro: è una ricchezza che non si esaurisce, non si può comprare ma solo trasmettere e, ognuno, coltivare. Le immagini proposte in questo libro da Renato si sovrappongono nella nostra mente a quelle che abbiamo incontrato.

Di ritorno dal Laos siamo stati scossi, tutti, dalla rivolta dei monaci buddisti birmani, che lottano perché finalmente possa terminare il regime dittatoriale che opprime tutto il Myanmar. Quei monaci avevano vesti semplici e possedevano un’arma semplice: il silenzio, più forte di qualsiasi fucile, anche di quello che uccide. Quegli uomini, spesso considerati “fuori dal mondo”, ne percepiscono in realtà l’essenza ultima, quella vera, e la ricercano attraverso la semplicità. Sono loro che hanno donato la voce, il loro silenzio assordante, agli oppressi e agli umili, continuamente vessati. Coscienti del ruolo, hanno offerto il loro contributo che però spesso, bombardati dalle informazioni che mirano al celebrativo e al ridondante, riconosciamo solo in casi di estrema necessità, come questo: una battaglia con le armi della non violenza in cui essi cercano di restituire la dignità al loro popolo. Eppure la loro vita quotidiana, fatta di preghiera e di continua formazione umana, si perpetua ogni giorno, in semplicità. Quei gesti, quei volti che continuano a farci riflettere sono protagonisti di questo libro di Renato, che con i suoi scatti ci offre un’ulteriore possibilità di approfondimento. Queste immagini ci aiutano a ricordare, ci spingono a conoscere. Fermarsi a riflettere, nel silenzio, della vita e del suo intimo significato è una vittoria di ogni giorno.

Ci sono valori che accomunano le persone, e non è un caso che la nostra amicizia abbia già attraversato diversi lustri. Insieme abbiamo scelto, al termine della carriera calcistica di Roberto, di continuare a perseguire una vita semplice fatta di rare apparizioni “in pubblico”, ma di tanti colloqui, di approfondimenti, senza tralasciare lo spazio per lo scherzo e mantenendo una costante ricerca della serenità. Valori donatici anche dalla pratica buddhista e dagli insegnamenti che il nostro Maestro Daisaku Ikeda ci ha trasmesso. Valori come la Pace, da ricercare ogni giorno, in ogni condizione e fino all’ultimo: Tsunesaburo Makiguchi per proteggere quei valori rifiutò la guerra e morì nelle prigioni giapponesi, accusato di antinazionalismo.

L’obiettivo deve essere quello di vivere intensamente la fede, che è rispetto verso gli altri, non violenza, sforzo continuo per non farsi trascinare dall’abitudine vuota che i nostri tempi troppo pubblicizzano, anche in maniera inconsapevole, per non vivere in balia della vita, come fosse qualcosa che non ci appartiene, che ci scorre a fianco. E’ necessaria una battaglia quotidiana, continua, verso una maggiore consapevolezza, una migliore conoscenza di sé, una presa di posizione rispetto a chi siamo veramente, e combattere le dure realtà della vita, di grande o piccola entità, che ogni giorno ci si pongono di fronte.

Questo credo ci ha spinto verso l’elaborazione di un progetto che abbiamo chiamato “Heroes Company”: speriamo possa contribuire a riattivare le coscienze, celebrando i veri eroi dei nostri tempi, persone che, come quei monaci buddisti, giornalmente ci offrono un modello che riabilita l’essenza stessa dell’essere umano, icone di un mondo che sembra scomparso, perduto nei rivoli dell’effimero, e che invece esiste e resiste, magari anche vicino alla nostra porta di casa. Insegnare la semplicità non è da tutti, spesso questa ha bisogno di essere in qualche modo trasmessa e “promossa”. Renato Corsini nei suoi scatti, rappresenta ed esprime quella semplicità profonda che dovremmo riconoscere e ricercare di più ogni giorno, all’interno del nostro mondo, sono esempio di trasmissione, sono quel sentiero che dà maggiore senso alla vita. Un senso più profondo e più vero.

Il lavoro di Renato ci spinge a credere che ci sia spazio per una retrospettiva, promossa dall’azione di “Heroes Company”, che allarghi la visione ad altri eroi moderni. Uomini che riconoscono le complessità dell’esistenza e, offrendo il loro contributo, proseguono sui sentieri della conoscenza e della Pace. Questo libro ne è un esempio.

ROBERTO BAGGIO
VITTORIO PETRONE


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Episode 91 - 12/05/2008

E' da poco uscito il nuovo album di Elizabeth Sheperd che ha piena residenza nel nostro appuntamento insieme. Non vedo l'ora di presentarvela e poi di aggiungere alla playlist un'altra manciata di musica per quest'ora. E poi... tanti viaggi.
Links utile: http://www.soulbounce.com/soul/top_100_soulrb_songs/
www.soulbounce.com/soul/2008/05/get_the_soulbounce_top_100_soul_rb_songs_on_itunes.php

Dall'inizio alla fine... Blazin' The Official Soul podcast in Italy! Qui su funnypodcast.podshow.com!

01 - Elizabeth Shepeherd - parkdale
02 - Emanon - Four Square
03 - Alice Smith - new religion
04 - Rosey - love
05 - Dminor - watching you
06 - SoulDavid - il solco
07 - Jean Grae - you don't want it
08 - Yes king - 40 long days
09 - Ryuichi Sakamoto - undercooled
10 - Nikita Germaine - mmmm
11 - Darrius - the waiting is over

Tutte le strumentali ascoltate nei miei interventi sono estratte da: CALLIN'4DONUTS in FREE DOWNLOAD nel myspace di Faraone4!

Buon ascolto! Passate qui per scaricare le puntate, cliccando sul numero dell'episodio che volete. Se invece preferite abbonarvi allo show su itunes, passate qui!


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Matt Manent, Alessio Beltrami, Eko 121 - Ovunque tu sia


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Episode 90 - 05/05/2008

L' episodio di oggi tratta in maniera non troppo impegnativa il concetto di liberta', attraverso l'articolo 21 della nostra costituzione italiana, per confluire nel discorso musicale, sempre coerente e vario tra la scelta personale dei brani all'impostazione di regia e speakeraggio.
Ho fatto tutto cio' solo per incentivare chi mi ascolta a qualche spunto sulla comunicazione odierna, al confronto attivo attraverso questo blog e l'email funny@networkstudio5.it.
Fatemi sapere. Alla prossima settimana!

Sotto Dj Mehdi a caccia di vinili.

Dall'inizio alla fine... Blazin' The Official Soul/rnb podcast in Italy! Qui su funnypodcast.podshow.com!

01 - Souldiggers - it's funny sigla
02 - e3 - blunted
03 - Presto - relax your mind
04 - lovespirals remixed - this truth - kambronn remix
05 - ghostface killah - charlie brown remixed by Dj Mehdi
06 - mr vegas - you're gonna need me feat jovi rockwell
07 - ghemon - voglio essere libero (prod Mr Phil)
08 - 9th Wonder feat Jean Grae, Mos Def, Menphis Bleek - Brooklyn in my mind
09 - Dj logic - Bubblehouse
10 - bettye lavette - you'll never change
11 - bigquan - always on my mind
12 - Michele Marmo - la via delle nuvole

Tutte le strumentali ascoltate nei miei interventi sono estratte da: CALLIN'4DONUTS in FREE DOWNLOAD nel myspace di Faraone4!
Mentre l'intervento finale e' "SIAEsco" e' tratto da One, album di Faraone4 e Kafone.

Buon ascolto! Passate qui per scaricare le puntate, cliccando sul numero dell'episodio che volete. Se invece preferite abbonarvi allo show su itunes, passate qui!


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Eli "Paperboy" Reed performing "The Poor Side of Town"


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Peppino Impastato, trent’anni dopo. Giornalisti antimafia mai più soli.

Il 3 Maggio e' stata una giornata dedicata a tutti coloro che compiendo il mestiere del giornalismo hanno raccontato con tutta liberta' l'informazione, in particolare quelli che hanno raccontato la mafia e i suoi sistemi, attraverso documenti, sondando dal profondo reali accaduti, facendo i conti persino sulla loro pelle.
Non sono certo indicata per scrivere tutto questo come lo farebbero i giornalisti, ma la mia coscienza di cittadina italiana mi impone di scrivere, parlare, leggere, ricordare di tutto questo aiutandomi ed aiutandoci a capire molte cose che ci stanno attorno. Il primo passo contro la mafia e' informarci, pensando che il suo sistema debba essere raccontato. Purtroppo la mafia ed i suoi sistemi sono vicini e tolgono i diritti "congelando" l'uomo. Solo la sete di liberta' e giustizia ci puo' aiutare. Libera informazione!


Sotto, Peppino Impastato in prima linea contro la mafia, reinterpretato da Luigi Lo Cascio, nel film "I cento passi" di Marco Tullio Giordana.
E l'intervista a Giovanni Impastato che riprende il titolo del mio post, dal sito : Articolo 21 Associazione per la Liberta' d'informazione.



intervista di Pino Finocchiaro


"Trent’anni dopo, molto è cambiato. Ma i giornalisti che narrano i fatti di mafia rischiano ancora. E non è giusto che a difenderli siano le scorte delle forze dell’ordine. I giornalisti coraggiosi, quelli che amano ancora condurre inchieste devono avere come unica scorta il consenso della società civile. I primi a far loro da scorta devono essere gli editori, gli altri giornalisti, i lettori". Giovanni Impastato. Lo raggiungo al telefono. E’ al suo banchetto del tabaccaio, in quella pizzeria di Cinisi che è il simbolo della piccola impresa che si ribella. Del negozietto aperto a tutti ma chiuso al pizzo, alle protezioni di zii e nipoti, figliocci e padrini. E’ una Sicilia dove tutti possono sentirsi fratelli anche se non parlano siciliano e neppure italiano. Mi risponde mentre prosegue a vendere quei fiammiferi e quelle sigarette che sono il segno dell’indipendenza della sua famiglia.

Mentre più in là lievita la pasta per la pizza e qualche operaio sporco di calce addenta già un panino con un bicchiere di birra fredda messo lì a liberare i pensieri per le quattro chiacchiere con i compagni che anche per oggi se la sono cavata senza cadere giù dall’impalcatura o finire sotto uno scavo tirato via troppo in fretta e senza puntelli. E’ la Sicilia viva, vera, che lavora e guarda a quel futuro che Cosa Nostra e i suoi servi in giacca e cravatta si ostinano a rubarle.

Peppino Impastato era un giornalista incazzato e senza tesserino. Non aveva tempo da perdere con le scartoffie. Aveva messo su una radio di paese e denunciava gli inciuci tra democristiani e comunisti. Tra mafiosi e imprenditori. Le violazioni urbanistiche per realizzare il vicino aeroporto di Punta Raisi che ora porta il nome di Falcone e Borsellino.

Se ne faccia una ragione quel politico che trova triste l’intitolazione ai giudici antimafia dell’aeroporto del quale Peppino denunciò gli intrecci mafiosi e l’olezzo di corruzione. Dall’8 all’11 a Cinisi nessuno piangerà, saranno giorni di festa e se vuoi di incazzamento. E se qualche lacrima scapperà, inevitabile, stia tranquillo che questi ragazzi di Cinisi che al mattino si cercano un lavoro e alla sera si ritrovano uomini liberi, sapranno dare parole alle lacrime.

Peppino Impastato fu sequestrato e ucciso nella notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978. Il suo corpo fu ritrovato lungo la ferrovia con una carica esplosiva accanto. Un terrorista ucciso mentre preparava un attentato, la facile soluzione del caso. L’assassinio di Moro oscurò la vicenda e persino autorevoli testate di sinistra liquidarono la vicenda accogliendo la tesi del terrorista. Anche a certi comunisti siciliani andava bene quella menzogna. Peppino l’impiccione se l’era voluta. Ma la lunga marcia silenziosa della madre Felicia Impastato non diede tregua ai suoi assassini. Le sue dichiarazioni nette ed essenziali davanti alle telecamere di quei pochi giornalisti d’inchiesta rimasti in Italia scossero il paese e il giorno dei funerali di mamma Felicia c’era l’Italia che crede che Cosa Nostra si può battere. Parte di Cinsi, no.

"Sì, non è come trent’anni fa – mi dice Giovanni, mentre, sento, dà il resto ai clienti - la sua vicenda giudiziaria ha avuto uno sbocco, molti mafiosi sono stati condannati. La legge 109 sulla confisca dei beni comincia a dare i suoi frutti. La mafia stragista è stata attaccata e colpita al cuore. Adesso c’è Addio Pizzo. Ma la mafia come modello culturale e politico c’è ancora. Anzi, la cultura dominante, di riferimento è quella mafiosa. Non solo in Sicilia ma anche in Italia. Ovviamente, non mi riferisco all’ala militare di Cosa Nostra, della ‘ndrangheta, della Camorra, di tutte le mafie, ma alla borghesia mafiosa".

L’antidoto?
"Dobbiamo fare leva sulla cultura. Non dico che la repressione non sia importante. Ma il contrasto alla mafia non può essere ridotto ad un problema di ordine pubblico. Ha una dimensione culturale che va combattuta sin dalle scuole. Dal confronto fra la gente. E’ una priorità per chi ha la responsabilità di informare, formare, educare".

Ecco. Partendo dall’esperienza di Peppino. Cosa dovrebbero fare i media?
"Devono fare di più. Molto di più. Devono prendere coscienza del fatto che otto giornalisti sono stati uccisi perché indagavano sulla mafia e sui suoi rapporti oscuri col potere politico, economico, imprenditoriale.

"Devo dire, però, che i giornalisti il loro dovere lo fanno. Quel che mi impressiona è l’incapacità di indignarsi della gente. Le parole di Dell’Utri e Berlusconi, i loro attestati di eroismo nei confronti di Mangano, sono state riportate, commentate, criticate dai giornalisti ma poi tutto è scivolato via. Come se la cosa non riguardasse la vita di tutti i giorni e la gente non si indigna più".

Perché?
"Perché l’informazione non basta. Perché non basta più fare antimafia nei salotti televisivi. Occorre riscoprire un’antimafia dei bisogni e dei diritti. Un’antimafia che si preoccupi dei problemi quotidiani, che torni tra la gente, che comprenda le necessità. Che faccia comprendere che è proprio la mafia ad inasprire i bisogni, a gestire arbitrariamente lo stato di necessità che lei stessa ha prodotto. E’ Cosa Nostra che cancella i diritti sanciti non solo con le illegalità palesi ma con i favoritismi, i mezzucci, le connivenze. Illuminare a giorno questa radicata cultura mafiosa è l’unico antidoto all’assuefazione popolare".

E che cosa salveresti dei media negli ultimi trent’anni?
"Il giornalismo d’inchiesta. C’è ancora chi prova a farlo. Ma a grandi linee quel tipo di giornalismo non si scorge più.

"Negli ultimi trent’anni? Direi le inchieste dell’Ora. Quelle che non si fermavano ai dispacci di polizia e carabinieri. Quelle che mettevano in luce i rapporti tra mafia ed eversione neofascista. Tra mafia e cavalieri del lavoro. Adesso, invece, scorgo la volontà di non scontentare nessuno. Di essere politicamente corretti. Leggo una scrittura più blanda, più rilassata. Non vedo informazione d’assalto. Certo, comprendo anche le preoccupazioni. Perché un giornalista non dovrebbe mai rischiare la vita. E ancor prima non dovrebbe mai temere di restare solo. Dovrebbe essere sempre sostenuto dal suo giornale, dall’editore".

Insomma c’è una responsabilità sociale nel fare antimafia.
"Certo. Perché non è possibile educare i giovani alla lotta alla mafia senza averli prima educati alla democrazia, alla capacità di comprendere le connessioni con i poteri forti. Ecco. Questo mi preoccupa. Dell’Utri beatifica Mangano e non si indignano? Non reagiscono di fronte a cose così gravi. Poi cala il silenzio. La capacità di intromettersi in ogni piccolo affare della mafia, di raccogliere capillarmente il pizzo non è più un problema di sicurezza. Il problema è il rumeno presunto stupratore. Il rumeno finisce per fare più paura di Cosa Nostra. I lettori non ricordano più cos’è Cosa Nostra col suo immenso potere e le sue immense ricchezze. I lettori temono il rumeno non più i boss. Sono preoccupato, sì. Questo modo di spostare la lettura della verità è un pericolo per la democrazia e per la nostra vita di tutti i giorni. Sono preoccupato. Ma spero nei giovani che ricordano ancora la storia di Peppino e che vengono qui a Cinisi per interrogarsi, per scambiarsi verità, per esercitare il vizio della memoria. La lotta alla mafia cammina sulle loro gambe".

E sono gambe che vengono da lontano. Sul sito del Centro Impastato non appena appare il programma delle manifestazioni per il trentennale dell’omicidio di Peppino si anima il glob, arrivano le adesioni da tutta l’Italia. Tita scrive: "La Valle Camonica ci sarà". Benvenuta Val camonica in Sicilia. Perché se trent’anni hanno insegnato qualcosa ai giornalisti che scriviamo di mafie, quel qualcosa si riassume in poche parole: "Mai più soli!".

www.pinofinocchiaro.it


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