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16 Giugno 2008


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La metafora del calcio

Quando un giocatore fa goal mi emoziono, qualche volta quando lo faceva Baggio, un po' perche' era davvero bello, un po' perche' era bravo e sapevo della sua storia rimanevo affascinata al gioco del pallone quando davano il Mondiale... lo stesso quando al parchetto davanti a casa i bambini fanno goal o stanno in porta con i guanti grossi e cadono e fanno l'aeroplanino pensando che sia sempre la loro partita piu' importante, il mondiale tutto loro e amano farsi guardare perche' sono bravi e quando glielo dici cercano altri goal..... quando si corre per un campo che e' mezzo cortile... quando quel campo e' la fatica della semplice prova di una competizione fra amici che non fa male.
Mi viene in mente quel cartone animato, sapete... Holly e Banji, con quel campo lungo, surreale... come le puntate che dovevano proseguire e la palla "roteante" a forma allungata perche' i geni calciavano molto potente e quello era l'effetto della palla! Mi viene da ridere a pensarci perche' certe partite effettivamente son proprio dei cartoni animati.... e la palla entra in porta per degli strani meccanismi.
Il calcio e' la metefora della situazione d'affrontare e degli "incontri", cioe' della vita. Il calcio che s'articola in differenti ambienti, trasferte eppure e' solo un campo. E come fuori da ogni campo non conta la bravura purtroppo, forse non si gioca a pari armi, forse perche' proseguire costa, anche se si ripete che e' un gioco, sappiamo che essere in un campo non e' situazione da gioco o da divertimento. Il segreto sta nel prenderla semplice, ma e' piu' difficile che vedere una squadra italiana senza stranieri. Penso che non si debba ragionare in migliori, ma in primi. Io non potrei essere mai la migliore, ma la prima si e.... la competizione e la sportivita' sono le chiavi del gioco. Non so se potrei giocare a calcio, sarei un disastro anche se riuscissi ad arrivare a meta' campo, poi farei dei tiri a casaccio facendo lanci velleitari in porta per colpire il portiere! Ed invece stare in campo, sentire e vedere chi ti ruba la palla due o tre volte, con maggiore capacita' e motivazione a volte spinge a non marcare, scoraggia ed e' come se si volesse sentire di piu' lo stadio gremito che diventa tuo avversario appena ti dimostri debole, un po' lo si vuole per farsi aiutare dalla squadra... un po' perche' sai che dopo un po' ti ritiri su e che per essere veri giocatori hai bisogno di cadere, per poi risollevarti, ad ogni eta', lo so.... Mi sentirei espulsa qualche volta, per le regole che non rispetto, c'e' chi sarebbe espulso per i falli che comette, ma io lo sarei per tutti i falli che non potrei commettere e perche' farei apposta ad essere indisponente, forse perche' non sarei mai capace di far cadere gli altri in malo modo perche' so che e'spiacevole piu' di rispondere male, ma qualche volta per "proteggere" devi atterrare... Molti piu' avversari che compagni di squadra, ritornare dopo del tempo, capire se e' stato un errore o l'impreparazione e vincere... E quando un giocatore, mette a segno e' la vittoria che s'avvicina, ma e' sempre lontana , come la distanza tra chi deve parare i colpi e chi cerca di darli, come chi e' debole e chi e' forte. Come chi e' innamorato, come chi di quell' amore non gli importa. Basta solo un fischio ed e' di nuovo inzio, sapendo che quando arrivi alla fine, quell'inizio non c'e'. Si gode e si odia il tempo in cui si disputa questa specie di gara, anche se della maggior parte di quello non ci si fa caso.... c'e' il recupero e della corsa per cercare sempre la vittoria, il pareggio, mai la sconfitta. E quando la partita sta per terminare, ma la si e' affrontata non si teme piu', anche se, come diceva Pantani... per aver coraggio, devi aver paura. Sempre aggiungo io. Io sono fiera di essere una cagasotto, infatti.... eheheh.... C'e' chi ha paura di infortunarsi, c'e' chi teme l'avversario, c'e' chi vede il campo troppo lungo da percorrere ed abbandona o non lo so, per dei malori fisici che ti impediscono di muoverti... tutti abbiamo paura di affrontare una partita, a volte basta un momento e.... perdi, o puo' capitare che vinci la coppa del mondo e la fatica e' ripagata. Quando e' cosi ce l'hai fatta e pensi che non te ne frega di niente e poi magari t'innamori da vivere e quella e' la storia! E' la partita gente...una partita che qualche volta si guarda per tv, con i giocatori bravi, i tifosi e l'incoraggiamento e tutto, ma noi invece, da sempre la s'affronta senza tutto questo, fuori, perche' la vera partita, il vero calcio, quello che affrontiamo non e' incoraggiato, ne' ripagato come quello e se lo vuoi lo disputi, ma se proprio... solo da noi.
Ecco perche' mi piace guardare il calcio se posso, perche' e' la metafora della vita da guardare, un occasione per farlo e riguardarsi in qualche modo.... o guardare una squadra di gnocchini che inseguono una palla... la vita da guardare come spettacolo appunto, fatto da degli gnocchini.... che inseguono una palla e fanno centro.
Notte amicicci...ho la testa che mi scoppia!
Un bacetto
Riassumendo, il calcio e’ la metafora della vita: c’e’ chi cerca la porta… e chi cerca il fallo? ;-)
Ma la palla entra in porta per degli strani meccanismi.

mmm la devo annotare nel mio grande libro delle metafore.

~fluoro~ () - 25 Giugno '06 - 12:58

Tanti hanno scritto le lero metafore di vita, sport e altro, quello che ho scritto e’ la mia visione non assoluta, avrei voluto scrivere un sacco d’altre cose. Per esempio, scrivere del fuori gioco e dire che non l’ho mai capito e dire che son tutte baggianate, cose cosi… () E poi che annoti, le tue metafore sono piu’ spiritose e sottili delle mie, anche se nel gioco della vita ognuno si puo usare le sue metafore in diverso modo!%-)

Funny risponde! (URL) - 25 Giugno '06 - 14:50