Ameba e la recensione sul Giornalismo
Dio mi protegga da querele please.
Io sono una che fa la giornalista, non una che scrive.
Ricordo che per me, nata nel 1958, nei temi, non potevo usare termini stranieri. I professori m'avrebbero linciata se avessi osato farlo. Comunque oggi, non fa differenza se usiamo termini in inglese, per arrampicarci sugli specchi. Ma il please fa chic o radical chic, forse perche scrivo sul Vanity e su Topolino, ricordate? Voglio essere cosi: sincera.
E' la prima regola del vero giornalista, come disse Montanelli.
Impegolandomi in qualche borioso articolo di qualche gazzettino regionale, ho deciso di mandare il mio curriculum perche' non voglio lavorare cosi. Si, avete capito bene: il mio giornale "Tutti a prender per il cul e volenterosi", non vende una ceppa e non mi soddisfa. Cosi, ho deciso di chiudere la baracca ed il burattino (colui che legge il mio giornale) in un cassetto.
Il mio sogno e' andato.
Agli italiani NON importa di gossip, di scandali, di 3000 fatti tuoi.
Ma il mio consiglio ai futuri (si spera) maturandi che affronteranno gli esami di maturita' e' non badare al risultato, ma al percorso. Lo so che e' una stronzata da qualunquisti, ma sarei mediocre se non vi dessi consigli su come affrontare qualcosa che sapete come affrontare.
Il miglior modo per effettuare questi benedetti esami e'...................... FARLI! Ma sopratutto FINIRLI!
Ora qualcuno di voi, non avra' capito la mia impercebibile vena ironica (perche' no?) sull'affrontare gli esami di maturita', perche' questo mi sembra ovvio.
Qui, subentra la domanda "Come???". Mentre vi rispondero' che non importa come.
Qualcuno vorrebbe che non utilizzassi la parola "matusallemmica" perche' non e' comune, ma questo articolo e' matusallemmico.
Perche' il vero scrittore, il vero giornalista, deve usare qua e la, termini particolari, argomentare l'impossibile, non essere noioso, e sopratutto descrivere quello che NON sente la gente. Dovete avere le vostre idee, ma non manifestarle, anche se siete passionali come conigli sulla tavola.
Dovete scrivere con il cuore (sottovetro) quindi.
Non fate come Ameba che scherniva i professori, alzando la mano e dicendo loro " Secondo me sta sbagliando". Il professore ha sempre ragione. Lui vuole le citazioni e le solite cose che da anni son trite e ritrite. Allora, citazioni a gogo nei vostri temi e le cose trite e ritrite. Scusate la ripetizione.
Applicate le regole di Montanelli e siate chiari per tutti, perche' se no capite che Funny reputa il disco della Zafiu' bello, quando era solo una presa in giro.
Usate poche parole. Siate concisi come fa Funny nei suoi podcast. Ma sopratutto scrivete un tema giornalistico sulla materia giornalistica. Fate recensioni prese da internet, come la tv e la radio fa. Sarete avanti. Soon Come, come dicono in Jamaica.
E come dicono i veri giornalisti: siate semplici. Poche subordinazioni. Molte frase principali e molta analisi logica e del periodo.
Autoreggenti? No. Il vero giornalista ed il vero scrittore/ scrittrice non s'abbassa a compromessi. Me lo ha detto Montanelli.
Ringrazio Beppe Severgnini per l'ispirazione, la fede in Cristo e Wikipedia, fonte d'informazioni che ricerca la gente.
p.s. Per la segnalazione del sito di Vanity, ho scelto la versione in inglese!





