Questione di principio.
Da molto il mondo procede "all'indietro", nel senso che riaffiorano problemi civili sorpassati. Diversi anni per emanciparsi facendo crescere il nostro sapere, eppure il ricordo di quello che e' stato e' "la politica" del nostro tempo. Non credo pero' che la gente in generale si preoccupi di cio' che occorra all'interno di schemi i quali noi persone, non possiamo costruire come l'alta politica o l'"informazione" fatta da pochi gruppi editoriali. Ma aldila' di questo, chi assume rilievo ne fa una questione di stato, senza che la nostra vita quotidiana ne venga poi cosi scalfita. E' vero che le questioni politiche, sono "fuori"?
Secondo me noi tutti siamo critici e sappiamo scindere le diverse informazioni. Pero....
Oggi leggevo di direttori di giornali che guadagnano cifre stratosferiche scrivendo, a questo punto non importa di cosa, perche' il principio d'arrivo e' sbagliato secondo me. Ma se questa "informazione" poi viaggia con i poteri, ecco perche' la gente che non arriva a fine mese, non vuole credere. Come vediamo il mondo gira intorno ai soldi. Eppure preoccuparsi e fare qualcosa aldila' del guadagno e' importante per una questione di principio! E' un gap ingiusto questo, che gravita sulle nostre vite silenziosamente, ma che poi ad un certo punto fa prurito. Ridimensionare il debito pubblico e' giusta prassi, ma bisogna che si ridimensionino gli stipendi di "quei" pubblici che indecorosamente guadagnano cosi tanto in modo non meritocratico. E che ci sia una forte presa di posizione contro le ingiustizie. Questa sperequazione sociale non e' razzismo?
Fiasco - getting rid of racism




