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3. Parkdale (Elizabeth Shepherd)

3. Esperanza (Esperanza Spalding)

16 Giugno 2008


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1. Jazz Legends - The Soho Collections

2. Dj Alibi - One day (2007)

LE JAMZ, I BACK IN THE DAYS DI GIUGNO


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La mia "periferia"

Mi piace quel pezzetto della canzone di Vacca che dice: "mi sta sul zzo la categoria, mi sento un ragazzo comune, di periferia..." E' cio' che penso su chi esalta la situazione in cui e' cresciuto, come per sottolineare assolutamente le proprie "condizioni" sfigate, la "quasi" rivincita, la fatica per arrivare al raggiungimento dei propri sogni, spesso descritte nelle canzoni o dai cantanti. Ma, ognuno di noi interpreta come vuole e c'e' sempre una sostanziale differenza. Provero' a descrivere la mia visione, non assoluta sulla "periferia".

Secondo me, la periferia e' questa condizione di profondo isolamento dentro ad un mare di compagnia che trovi. E' proprio vero allora, che in quell'isolamento c'e' della compagnia o delle "compagnie". Queste ultime, sono delle auto, troppe. Macchine, pullman che incentivano l'inquinamento. Non c'e' pace per la tranquillita' perche' la strada davanti a casa e' il punto dove converge il traffico in entrata ed uscita dal paese. L'inquinamento si sente anche nei giorni di neve. E, se diventa cumuli, il colore che assume e' il nero perche' si sporca.
Pensando alle stagioni con la periferia .. devo aver preferito di gran lunga l' Estate per poterci stare meglio fuori, fino a dove "non si poteva arrivare" con la bici e poi perche' ho i migliori ricordi. Ricordo che, con gli amici del palazzo, si rimaneva fino a "tardi" insieme.
Dovete sapere che il posto dove abito e' un paese pulito e ben curato. Potete trovare tutto, ma tutto in centro, forse perche' e' giusto, per quanto viene frequentato realmente, da persone. NON da mezzi.
Mentre, la mia zona, specie la sera, fa paura. Non c'e' nulla di piu' che palazzi pieni di persone nelle loro casette. La mia "periferia" e' una strada lunghissima che ho percorso da sempre correndo, a piedi, sopratutto in bici a velocita' indicibile, quasi per vedere se da quella prospettiva si vedesse l' "oltre". Rischiando d'essere investita un centinaio di volte
Sono famose le strade di citta', l'asfalto, le case nuove da costruire vicino ai palazzi vecchi. Poi c'e la mia casa. E' sempre una strana sensazione il ritorno, trovare la strada principale deserta di notte, mentre fino a qualche ora prima "affollata" di veicoli con un solo conducente che porta solo stanchezza ... che sfianca. Nonostante si vada velocissimi.....
Ma dove si va?
Ma dove zzo andate?

Davanti alla finestra della mia camera, c'e' il parchetto con lo scivolo, dove i ragazzini trovano il loro punto d'unione per il pomeriggio, dopo scuola. Succede di piu' in Primavera, quando ritornavo alle 7.
Ricordando il pullman in cui mi sedevo in fondo, per scrivere in pace. Se ci fate caso, nessuno s'avvicina e si siede in fondo se vede qualcun'altro... scommetto che pure voi lo fate !
E .. la mattina d' Estate ... prestissimo ... vedere quella sorta di risveglio del mondo, ricoricarmi di nuovo per la sonnazza. Lo potevo fare, oggi no.
Comunque, la periferia e' in ogni stagione ed e' una situazione a parte, paragonata ciascuna alle fasi della vita. A seconda di questo, la si vive in modo diverso.


Buona serata amici!

clap clap clap!!
Finalmente torna Fre “is poetic”...
Che post bellissimo! Quasi il mio preferito.

Non ho parole per rispondere, me le faccio prestare dal questo meraviglioso testo di “Ritorno a casa” degli Afterhours:
Sono nella casa dove abitavo da bambino
Riconosco ogni oggetto
La disposizione dei mobili, i colori
La luce era diversa negli anni settanta, ho riconosciuto anche quella
Ho aperto tutti i cassetti per essere sicuro che in tutti questi anni nessuno
Abbia toccato la mia roba
C‘è un’intera brigata dell’esercito britannico li’ dentro
Rosa
Sono ancora intenti a schierarsi per fronteggiare l’attacco imminente
Ma l’attacco non avverrà mai
Il divertimento per me era disporre i soldatini come se dovessero affrontare un ingaggio particolare,
e poi, senza che nulla avvenisse, cambiare la disposizione
Sono ancora lì come li avevo lasciati venticinque anni fa
L’ufficiale ha il braccio teso davanti a se mentre sta per prendere la mira
la testa piegata verso l’alto mi guada implorante: “Vado?”.
Ho richiuso il cassetto
Ho setacciato tutta la stanza in cerca di quello che avevo lasciato
Ho trovato tutto meccanicamente come se non avessi bisogno di ricordarne la posizione
Devo aver fatto un bel casino perchè mia madre è entrata
Giovane e bellissima
Rideva
Mi ha preso in giro
Una strana calma, una calma enorme
Non so cos‘è
Ma non ho mai pianto tanto come al risveglio
Ho rifatto il percorso che mi portava dalla scuola alla casa dei miei
La prima volta dpo venticinque anni
C‘è una sensazione che non ho mai più provato
Non abito più lì da sempre
Ho avuto una vita
Altrove
E’ solo una stupida villetta con uno sputo di giardino, ma sarà la prima cosa che comprerò
Quando sarò ricco

:’-)

~fluoro~ () - 06 Febbraio '06 - 03:47