Una trapiantata!
Barbara Serra e' una giornalista italianissima che lavora per Al Jazira, un notiziario in inglese tutto nuovo, 24 ore su 24, per informare il pubblico di tutto il mondo.
Ha lavorato a Londra per una serie di canali, conducendo in madre lingua, sticavoli. Una ricca esperienza per aver solo 30 anni! Ora, s'appresta a rivolgersi ad un'altra larga fetta di pubblico con Al Jazira, ripeto ... sticavoli
Dal "Corriere della Sera" Il nostro primo obiettivo è il mondo in via di sviluppo, così come quello della Cnn è il mondo industrializzato. Il Medio Oriente oggi è al centro della politica estera e Al Jazira ha le sue radici laggiù....
Al Jazira in lingua araba in questi anni è diventata una sorta di megafono dei messaggi di Bin Laden e del suo vice Al Zawahiri. «Sì, hanno mandato in onda quel materiale, ma fa notizia. Tanto è vero che Bbc e Sky li riprendevano subito. "Io sono passata ad Al Jazira non solo perché mi pagano di più, ma perché credo che potrò lavorare bene e in modo imparziale".
Non teme la polemica, come quella per la sua pronuncia non oxfordiana che segnò il debutto al tg di Sky News. «A qualcuno piacevo e ad altri no», taglia corto lei. Ma c'è un forum online dove si dibatte ancora: «A tratti sembrava americana e quell'accento sconcerta», ha sostenuto un purista. Subissato da risposte di fans di Barbara, come quella di un professore di inglese....
...la milanese Barbara dal papà sardo e dalla mamma siciliana ha preso una bellezza mediterranea, qualcuno la rammenta anche in gara a Miss Italia, nel 1996.
Poi lo sbarco in Inghilterra, gli studi alla London School of Economics, la scuola di giornalismo alla London's City University. E l'orgoglio di essere partita dal basso. «All'inizio, alla Bbc portavo il tè delle 5»
Ma poi la ragazza italiana ha portato le notizie. In diretta a braccio da Parigi quando Le Pen sorprese tutti andando al ballottaggio presidenziale, dal processo a Michael Jackson in California, da Piazza San Pietro per la morte del Papa. Una bella strada, partendo da Viale Corsica.
Credito al giornalista Guido Santevecchi e tanti complimenti a Barbara Serra




